"Nell'era della meccanica, oggi in declino, molte azioni potevano essere accolte senza preoccupazioni eccessive. La lentezza di ogni moto in genere garantiva che le reazioni sarebbero seguite con ritardo considerevole. Oggi invece azione e reazione sono quasi contemporanee. Noi viviamo, per così dire, miticamente e integralmente, ma continuiamo a pensare secondo gli antichi e frammentari moduli di spazio e di tempo dell'era pre-elettrica.
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Ora che - dopo l'avvento dell'energia elettrica - il nostro sistema nervoso centrale viene tecnologicamente esteso sino a coinvolgerci in tutta l'umanità e a incorporare tutta l'umanità in noi, siamo necessariamente implicati in profondità nelle conseguenze di ogni nostra azione. Non è praticamente più possibile mantenere l'atteggiamento tipicamente estraneo e superiore che aveva finito per caratterizzare l'uomo occidentale di media cultura.
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L'elettricità ha ridotto il globo a poco più che un villaggio e, riunendo con repentina implosione tutte le funzioni sociali e politiche, ha intensificato in misura straordinaria la consapevolezza della responsabilità umana."